Escussione della fideiussione
L’escussione della fideiussione è la richiesta con cui il beneficiario attiva la garanzia nei confronti del garante, sostenendo che si sia verificato l’inadempimento o l’evento previsto dal documento. Non coincide automaticamente con un pignoramento, con un’asta giudiziaria o con l’esecuzione sui beni del debitore: riguarda prima di tutto il rapporto disciplinato dalla fideiussione, dalla polizza, dal contratto principale e dalle eventuali norme speciali applicabili.
Per comprendere se la richiesta è corretta non basta leggere la parola “escussione”. Occorre verificare chi la presenta, quale obbligazione richiama, quale evento ritiene avvenuto, entro quale importo domanda il pagamento, se la garanzia è ancora efficace e quali formalità impone il testo. La stessa espressione può quindi descrivere procedure molto diverse in un appalto pubblico, in una locazione, in una convenzione per contributi o nella tutela dell’acquirente di un immobile da costruire.
La gestione deve essere tempestiva, ma non approssimativa. Beneficiario, contraente e garante hanno interessi differenti; una comunicazione incompleta, un termine non controllato o un’ammissione formulata senza esaminare i documenti può aggravare il problema. Questa guida spiega il percorso operativo generale e indica quando la questione richiede l’intervento di un legale.
Che cosa significa escutere una fideiussione
Escutere una fideiussione significa chiedere al garante di adempiere l’impegno assunto verso il beneficiario nei limiti stabiliti dal documento. Il beneficiario non domanda il pagamento perché il garante è autore dell’inadempimento, ma perché il garante ha promesso di coprire, alle condizioni pattuite, l’obbligazione del debitore principale.
Nella fideiussione regolata dal Codice civile il garante assume un’obbligazione personale verso il creditore. In via ordinaria il fideiussore è obbligato in solido con il debitore principale, salvo che sia stato convenuto il beneficio della preventiva escussione. Questo significa che non esiste una regola generale secondo cui il creditore debba sempre agire prima contro il debitore: la risposta dipende dalla disciplina applicabile e dal testo sottoscritto.
L’escussione della garanzia deve inoltre essere distinta dalle successive azioni di recupero. Se il garante paga, può subentrare nei diritti che il creditore aveva contro il debitore e può esercitare il regresso. Il pagamento al beneficiario non trasforma quindi la fideiussione in un costo definitivamente assorbito dal garante.
Quando può essere richiesta l’escussione
Il presupposto non è un generico peggioramento economico del contraente, ma l’evento che la garanzia identifica come rilevante. Prima di inviare o valutare una richiesta occorre collegare il documento fideiussorio all’atto principale: contratto, bando, provvedimento, convenzione, preliminare, locazione o altro rapporto garantito.
L’evento deve rientrare nell’oggetto della garanzia
La richiesta deve riferirsi all’obbligazione effettivamente coperta. Una polizza destinata a garantire la restituzione dell’anticipazione non può essere letta come se coprisse qualsiasi danno derivante dal contratto; una garanzia definitiva per un appalto non coincide con una garanzia generale sulla solvibilità dell’impresa; una fideiussione per canoni di locazione non copre automaticamente tutte le pretese del locatore se il testo delimita importi e voci garantite.
Il primo controllo consiste quindi nel confrontare la motivazione della richiesta con l’oggetto, le esclusioni, il massimale e gli eventuali allegati. Se l’obbligo richiamato non è identificabile o la richiesta utilizza una causa diversa da quella prevista, serve un esame professionale prima di assumere una posizione.
La richiesta deve rispettare durata e condizioni temporali
La data di scadenza riportata in polizza non deve essere interpretata isolatamente. Alcune garanzie prevedono che la richiesta pervenga entro una data precisa; altre collegano l’efficacia allo svincolo, alla restituzione dell’originale, al collaudo, alla rendicontazione o a un diverso evento. Possono inoltre essere presenti proroghe, ultrattività o rinunce a specifiche eccezioni.
Nella fideiussione civile l’articolo 1957 disciplina, in presenza dei relativi presupposti, la permanenza dell’obbligo del fideiussore dopo la scadenza dell’obbligazione principale. Tuttavia, leggi speciali e testi contrattuali possono prevedere rinunce o meccanismi differenti. Per questo non è prudente concludere che la garanzia sia estinta soltanto perché è trascorsa una data indicata nel frontespizio.
L’importo richiesto deve restare entro i limiti della garanzia
Il beneficiario deve quantificare la propria richiesta e collegarla alle somme coperte. Vanno controllati il massimale originario, le eventuali riduzioni già intervenute, gli svincoli parziali, i pagamenti precedenti, gli interessi e le spese espressamente compresi. Se la garanzia prevede un limite massimo, la richiesta non può trasformarlo in una copertura illimitata.
Occorre anche verificare se l’importo è indicato come valore fisso, percentuale, saldo decrescente o somma collegata a un’anticipazione. Nei contratti complessi può essere necessario ricostruire l’esposizione residua con stati di avanzamento, rendicontazioni o certificazioni del beneficiario.
Fideiussione ordinaria, beneficio di escussione e prima richiesta
La procedura dipende in misura decisiva dalla struttura della garanzia. Le parole utilizzate nel titolo non bastano a stabilire se il garante possa opporre eccezioni, se il beneficiario debba documentare l’inadempimento o se il pagamento debba avvenire entro un termine breve.
Nella fideiussione ordinaria il rapporto principale conserva rilievo
Il Codice civile prevede che il fideiussore possa opporre al creditore le eccezioni spettanti al debitore principale, esclusa quella derivante dall’incapacità. Questa regola esprime il carattere accessorio della fideiussione, ma la sua applicazione concreta può essere modificata dal contratto e dalle norme speciali.
Se è stato pattuito il beneficio della preventiva escussione, il garante può invocarlo alle condizioni previste dall’articolo 1944. Se invece il testo prevede solidarietà senza tale beneficio, il creditore può rivolgersi al fideiussore secondo quanto stabilito dalla garanzia, senza dover necessariamente esaurire prima ogni iniziativa contro il debitore.
La clausola a prima richiesta non va letta da sola
Una clausola di pagamento “a prima richiesta” tende a rendere più rapida l’attivazione della garanzia e può limitare le contestazioni opponibili prima del pagamento. Non significa però, in ogni situazione, che qualsiasi domanda debba essere soddisfatta senza verificare destinatario, durata, importo, forma e pertinenza dell’evento garantito.
La qualificazione come fideiussione accessoria o contratto autonomo di garanzia richiede l’esame dell’intero documento e della volontà contrattuale. Anche la giurisprudenza sottolinea che la sola formula “a prima richiesta” non è sempre decisiva. Quando la richiesta è contestata per abuso, frode, estraneità all’oggetto o superamento dei limiti, la valutazione deve essere affidata a un professionista che possa esaminare tutti gli atti.
Come si svolge l’escussione della fideiussione
Non esiste una procedura unica applicabile a tutte le garanzie. Il percorso operativo corretto parte dalla polizza e dall’atto principale, poi verifica le eventuali norme speciali. In termini generali, le fasi sono le seguenti.
- Il beneficiario individua l’inadempimento o l’evento che ritiene coperto e determina l’importo richiesto.
- La richiesta viene redatta nella forma prevista: per esempio PEC, raccomandata, piattaforma o altro canale indicato nella garanzia.
- La comunicazione viene inviata al garante e, quando previsto, anche al contraente o ad altri soggetti.
- Il garante verifica la provenienza della richiesta, l’efficacia della garanzia, il massimale, le formalità e le condizioni applicabili.
- Il garante può chiedere integrazioni, comunicare le proprie osservazioni, effettuare il pagamento o assumere altre iniziative consentite dal testo e dalla legge.
- In caso di pagamento, vengono attivati i rapporti interni con il contraente, comprese surrogazione, regresso ed eventuali controgaranzie.
Questa sequenza non autorizza ritardi artificiosi. Se il documento prevede termini brevi e una richiesta formalmente completa, il contraente deve organizzare immediatamente la propria difesa documentale e la gestione finanziaria delle possibili conseguenze.
Quali documenti devono accompagnare o sostenere la richiesta
Il beneficiario deve rispettare quanto previsto dalla garanzia e dalla normativa applicabile. Alcuni testi richiedono una semplice domanda scritta con indicazione del titolo; altri pretendono documenti che provino l’evento, l’importo o le comunicazioni già inviate al debitore. Non è corretto importare automaticamente in un contratto privato le formalità previste per un appalto o per un immobile da costruire.
Prima di considerare completa una richiesta, è opportuno verificare almeno:
- copia integrale della fideiussione, della scheda tecnica, delle appendici e delle proroghe;
- contratto, bando, convenzione, provvedimento o altro atto da cui nasce l’obbligazione;
- comunicazione di escussione con prova della data, del mittente, del destinatario e del canale utilizzato;
- descrizione dell’inadempimento o dell’evento garantito;
- calcolo dell’importo richiesto e documenti che dimostrano eventuali riduzioni o somme già recuperate;
- diffide, contestazioni, verbali, certificati, rendicontazioni o altri atti richiamati nella domanda;
- eventuali comunicazioni di svincolo, collaudo, proroga, sospensione o modifica del rapporto principale.
L’assenza di un documento non rende automaticamente inefficace ogni richiesta: occorre verificare se quel documento sia realmente imposto dalla polizza o dalla legge. Allo stesso modo, la presenza di una lettera formalmente corretta non dimostra da sola che l’importo sia dovuto.
Cosa deve fare il contraente quando riceve notizia dell’escussione
La prima reazione non deve essere né ignorare la comunicazione né riconoscere immediatamente il debito. È necessario ricostruire i fatti in modo documentato, rispettando i termini e coordinandosi con il garante.
- Acquisire la richiesta completa e la prova della sua ricezione, evitando di lavorare su riassunti o comunicazioni informali.
- Recuperare polizza, appendici, contratto principale, eventuali proroghe e atti di svincolo.
- Confrontare evento, importo, durata e formalità della richiesta con il testo della garanzia.
- Informare immediatamente l’intermediario e il garante, trasmettendo una ricostruzione cronologica e i documenti disponibili.
- Segnalare per iscritto eventuali pagamenti, adempimenti, contestazioni già formulate o riduzioni della somma garantita.
- Evitare dichiarazioni generiche di responsabilità, accordi verbali o promesse di pagamento non coordinate con i professionisti coinvolti.
- Valutare l’impatto finanziario dell’eventuale pagamento del garante e delle successive richieste di regresso.
- Richiedere assistenza legale quando vi sono termini imminenti, somme rilevanti, contestazioni sull’inadempimento, procedure concorsuali o ipotesi di abuso della garanzia.
Il contraente deve continuare a gestire anche il rapporto principale. Se l’inadempimento è rimediabile, una soluzione concordata con il beneficiario può ridurre il danno, ma ogni accordo deve chiarire effetti sulla richiesta di escussione, importo residuo, svincolo e spese.
Quali controlli compie il garante
Il garante deve valutare la richiesta secondo il testo sottoscritto, la disciplina applicabile e i propri obblighi. I controlli possono includere identità e poteri del richiedente, validità temporale della garanzia, completezza della comunicazione, pertinenza dell’evento, importo residuo e presenza delle formalità richieste.
La profondità della verifica cambia in base alla natura della garanzia. In una fideiussione accessoria il rapporto principale e le eccezioni del debitore possono avere maggiore rilievo; in una garanzia a prima richiesta o costruita su uno schema normativo, il garante può avere spazi più limitati prima del pagamento. Anche in quest’ultimo caso restano essenziali i limiti testuali, la provenienza della domanda e l’assenza di richieste manifestamente estranee alla garanzia.
Il contraente non deve presumere che il garante respingerà la richiesta soltanto perché esiste una contestazione commerciale con il beneficiario. Una contestazione efficace deve essere tempestiva, documentata e giuridicamente pertinente.
Cosa accade al beneficiario dopo il pagamento
Il pagamento del garante soddisfa il beneficiario nei limiti dell’importo corrisposto. Se il credito o il danno dichiarato è superiore al massimale, il beneficiario può conservare eventuali pretese residue verso il debitore, secondo il rapporto principale e la legge. Se invece riceve somme non dovute, possono sorgere obblighi di restituzione o controversie successive.
Il beneficiario deve evitare duplicazioni. Non può ottenere due volte lo stesso importo attraverso garanzia e pagamento del debitore. Deve inoltre collaborare, nei limiti applicabili, alla conservazione dei diritti e dei documenti utili al garante che ha pagato.
Cosa accade al debitore principale o contraente
Il pagamento del garante non elimina automaticamente la responsabilità economica del contraente. La fideiussione protegge il beneficiario, ma non trasferisce definitivamente sul garante il costo dell’inadempimento. Dopo il pagamento, il debitore può essere chiamato a rimborsare capitale, interessi e spese secondo il Codice civile, il contratto di garanzia e le controgaranzie sottoscritte.
L’escussione può inoltre produrre conseguenze operative: riduzione della capacità di ottenere nuove garanzie, attivazione di depositi o garanzie personali, richiesta di integrazione patrimoniale, segnalazioni interne agli emittenti e contenzioso. La portata concreta dipende dal rapporto con il garante e non deve essere presentata come effetto automatico identico per tutti.
Quando il contraente ritiene che la richiesta sia infondata, deve distinguere il rapporto con il beneficiario da quello con il garante. Contestare l’inadempimento non sospende necessariamente il pagamento previsto da una garanzia a prima richiesta; allo stesso tempo, il pagamento non impedisce in assoluto successive azioni di recupero o ripetizione, se ne ricorrono i presupposti.
Surrogazione, regresso e rivalsa del garante
Nel linguaggio corrente si parla spesso di “rivalsa” della banca o della compagnia. Il Codice civile utilizza due strumenti più precisi: la surrogazione e il regresso.
Con la surrogazione, il fideiussore che ha pagato subentra nei diritti che il creditore aveva contro il debitore. Può quindi utilizzare, nei limiti del pagamento, le ragioni e le garanzie collegate al credito, salvo le condizioni e le eccezioni applicabili.
Con il regresso, il fideiussore chiede direttamente al debitore principale il rimborso di quanto pagato. L’articolo 1950 comprende il capitale, gli interessi e le spese sostenute dopo la denuncia al debitore delle istanze proposte contro il garante, oltre agli interessi previsti dalla norma. Il contratto di fideiussione assicurativa può inoltre contenere dichiarazioni di regresso e specifiche controgaranzie.
Questi diritti non autorizzano richieste indeterminate. Il garante deve documentare pagamento e somme richieste; il debitore può far valere le contestazioni consentite. In particolare, la gestione delle comunicazioni tra garante e debitore è importante perché il Codice civile disciplina anche gli effetti del pagamento eseguito senza informare correttamente il debitore.
L’escussione può essere contestata?
Una richiesta può essere contestata quando emergono elementi concreti relativi alla garanzia o al rapporto principale. Non esiste però un elenco universale di motivi che sospenda automaticamente il pagamento. Tra le verifiche più frequenti rientrano:
- richiesta proveniente da soggetto privo dei poteri necessari;
- invio a un recapito diverso da quello previsto, quando il canale è elemento essenziale;
- domanda pervenuta oltre il termine utile o dopo uno svincolo efficace;
- evento estraneo all’obbligazione garantita;
- importo superiore al massimale o non ridotto per pagamenti e svincoli già intervenuti;
- mancanza di documenti espressamente richiesti dalla polizza o dalla legge;
- errore sull’identità del contraente, del beneficiario, del contratto o della garanzia;
- richiesta manifestamente abusiva o fraudolenta, da valutare con assistenza legale.
La contestazione deve essere specifica. Formule come “non siamo d’accordo” o “la richiesta è ingiusta” non sostituiscono il confronto tra clausola, fatto e documento. Nei casi a prima richiesta, il margine per impedire il pagamento può essere particolarmente ristretto e richiede una valutazione urgente.
Quanto tempo ha il garante per pagare
Non esiste un termine generale di quindici o trenta giorni valido per ogni fideiussione. Il termine deriva dalla legge speciale, dallo schema applicabile o dal contratto. Per evitare errori, bisogna sempre leggere la clausola di operatività e verificare da quale momento decorra il conteggio.
Nel Codice dei contratti pubblici, le garanzie provvisorie e definitive disciplinate dagli articoli 106 e 117 prevedono, nei casi indicati, operatività entro quindici giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante. Altre garanzie pubbliche o schemi speciali possono avere termini diversi.
Per l’acquirente di un immobile da costruire, il decreto legislativo n. 122 del 2005 prevede specifiche condizioni di escussione e, nei casi disciplinati, il pagamento entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta corredata dalla documentazione richiesta. Questa regola non può essere estesa automaticamente ad affitti, contributi o contratti privati.
Nei rapporti non regolati da uno schema speciale, il termine è quello previsto dalla garanzia e deve essere coordinato con le norme applicabili. Se il documento non è chiaro, il problema va affrontato prima dell’emissione oppure, se la richiesta è già arrivata, senza attendere la scadenza del termine più breve ipotizzabile.
Escussione nelle garanzie per appalti pubblici
Negli appalti pubblici la richiesta deve essere valutata insieme al Codice dei contratti, al bando, al contratto e allo schema di garanzia. La garanzia provvisoria tutela gli eventi indicati per la fase di gara; la garanzia definitiva copre gli obblighi connessi all’esecuzione nei limiti previsti; la fideiussione per anticipazione garantisce la restituzione delle somme anticipate secondo il rapporto applicabile.
La stazione appaltante deve indicare il titolo della richiesta e rispettare lo schema applicabile. Il garante e il contraente devono verificare importo residuo, svincoli progressivi, stato dell’esecuzione, eventuali certificati e comunicazioni già intervenute. Non tutte le garanzie dell’appalto coprono gli stessi eventi, anche quando sono state emesse per il medesimo contratto.
Quando la questione riguarda la liberazione della garanzia anziché il pagamento, occorre consultare anche la guida sullo svincolo della fideiussione definitiva. Escussione e svincolo sono operazioni opposte e non devono essere confuse.
Escussione della fideiussione per immobili da costruire
La tutela degli acquirenti di immobili da costruire segue una disciplina speciale. La garanzia copre le somme e gli altri corrispettivi riscossi dal costruttore nei casi previsti dalla legge. L’escussione richiede che si verifichino le condizioni indicate dal decreto legislativo n. 122 del 2005 e che l’acquirente invii la richiesta scritta con la documentazione idonea a provare le somme versate.
Non è sufficiente affermare genericamente che il costruttore è in difficoltà. Occorre verificare la situazione di crisi o l’altro presupposto previsto, la documentazione, il domicilio indicato dal garante e il rispetto della procedura. Anche il collegamento con la polizza decennale postuma e con il rogito richiede un esame specifico.
Escussione in affitti, concessioni e rapporti privati
Nei rapporti privati il contratto assume un ruolo ancora più evidente. Una fideiussione per affitto può garantire canoni, oneri accessori, danni o soltanto alcune di queste voci. Una garanzia per concessione o contributo può essere collegata a rendicontazione, restituzione di anticipi o adempimenti amministrativi. La richiesta deve restare dentro l’oggetto pattuito.
Il beneficiario deve utilizzare il canale e la documentazione previsti. Il contraente deve controllare se l’obbligazione è scaduta, se vi sono contestazioni già comunicate, se il massimale è stato ridotto e se la garanzia è stata prorogata. Nei contratti predisposti dal beneficiario, una clausola ampia non deve essere interpretata separatamente dalle altre condizioni.
Errori da evitare nella gestione dell’escussione
- confondere l’escussione della garanzia con il pignoramento dei beni del debitore;
- considerare tutte le fideiussioni come garanzie a prima richiesta;
- dare per scontato un termine di pagamento universale;
- limitarsi al frontespizio senza leggere appendici, proroghe e schema tecnico;
- ignorare una PEC o una raccomandata perché si ritiene la richiesta infondata;
- inviare ammissioni, rinunce o proposte di pagamento senza coordinamento con garante e legale;
- contestare l’importo senza produrre contabilità, stati di avanzamento, pagamenti o svincoli;
- ritenere che il pagamento del garante cancelli il debito del contraente;
- trascurare le controgaranzie e gli effetti del regresso;
- attendere la fine del termine prima di ricostruire i documenti.
Checklist operativa per gestire una richiesta di escussione
- Identifica la fideiussione esatta, il numero, la data, il garante e tutte le appendici.
- Recupera il contratto o il provvedimento che ha richiesto la garanzia.
- Verifica chi ha firmato la richiesta e con quali poteri.
- Controlla data, canale di invio e prova di ricezione.
- Individua l’evento garantito richiamato dal beneficiario.
- Confronta l’importo richiesto con massimale, riduzioni e pagamenti già effettuati.
- Verifica scadenza, proroghe, ultrattività e condizioni di svincolo.
- Controlla se la garanzia prevede prima richiesta, rinunce o preventiva escussione.
- Raccogli documenti che provano adempimento, contestazioni o riduzione dell’esposizione.
- Trasmetti al garante una ricostruzione cronologica completa e verificabile.
- Valuta le possibili conseguenze di surrogazione, regresso e controgaranzie.
- Coinvolgi un legale quando la domanda è imminente, contestata o economicamente rilevante.
Quando richiedere una valutazione professionale
L’intermediario può aiutare a ricostruire la pratica assicurativa, verificare i documenti disponibili e coordinare il rapporto con la compagnia. Non può sostituire l’avvocato quando occorre interpretare clausole controverse, contestare formalmente una richiesta, promuovere un ricorso urgente o valutare responsabilità e risarcimenti.
È opportuno rivolgersi rapidamente a un legale quando la garanzia è a prima richiesta, il termine di pagamento è breve, l’importo è rilevante, il beneficiario ha avviato altre azioni, il debitore è in crisi, vi sono possibili profili di frode o la richiesta riguarda un rapporto già oggetto di contenzioso.
Valutare la documentazione prima che la garanzia venga escussa
Il modo più efficace per ridurre i problemi è controllare la garanzia prima dell’emissione e monitorarla fino allo svincolo. Oggetto, importo, durata, forma della richiesta, rinunce, termini e condizioni di liberazione devono essere coerenti con il rapporto principale. Una polizza formalmente autentica può essere comunque inadatta se il testo non corrisponde alla richiesta del beneficiario.
e-Fideiussioni.it può esaminare la documentazione necessaria per valutare una possibile fideiussione assicurativa e verificare la coerenza della richiesta con i dati trasmessi. Il contatto non equivale all’emissione della garanzia, all’accettazione della compagnia o a un parere legale sulla controversia. Per inviare i dati essenziali utilizza la pagina Contatti.
Domande frequenti sull’escussione della fideiussione
Che cosa significa escussione della fideiussione?
È la richiesta con cui il beneficiario attiva la garanzia nei confronti del garante, sostenendo che si sia verificato l’evento coperto. Non coincide automaticamente con il pignoramento dei beni del debitore.
Il beneficiario deve prima agire contro il debitore principale?
Non sempre. Nella fideiussione il garante è normalmente obbligato in solido, salvo che sia stato convenuto il beneficio della preventiva escussione o che una disciplina speciale stabilisca diversamente. Il testo della garanzia è decisivo.
Una fideiussione a prima richiesta deve essere pagata senza controlli?
No. La clausola può ridurre le eccezioni opponibili prima del pagamento, ma restano da verificare provenienza della domanda, durata, importo, oggetto e formalità. Gli effetti dipendono dal documento completo.
Quanto tempo ha il garante per pagare?
Non esiste un termine unico. Alcune garanzie per appalti prevedono quindici giorni; la tutela degli acquirenti di immobili da costruire prevede, nei casi disciplinati, trenta giorni. Negli altri rapporti occorre leggere legge e contratto.
Il contraente può impedire l’escussione contestando l’inadempimento?
La contestazione non sospende automaticamente il pagamento. Deve essere tempestiva, documentata e compatibile con il tipo di garanzia. Nei casi a prima richiesta può essere necessaria un’azione legale urgente.
Quali documenti servono per verificare una richiesta di escussione?
Servono almeno fideiussione completa, appendici, contratto principale, richiesta ricevuta, prova di invio, calcolo dell’importo e documenti relativi all’inadempimento, ai pagamenti e agli eventuali svincoli.
Il garante può pagare più del massimale?
La richiesta deve restare nei limiti della somma garantita e delle componenti espressamente coperte. Occorre considerare riduzioni, pagamenti precedenti, interessi e spese secondo il testo applicabile.
Dopo il pagamento del garante il debitore è liberato?
Il beneficiario è soddisfatto nei limiti del pagamento, ma il garante può subentrare nei diritti del creditore e chiedere il rimborso al debitore attraverso surrogazione e regresso.
Che differenza c’è tra surrogazione, regresso e rivalsa?
Surrogazione e regresso sono gli strumenti previsti dal Codice civile per il fideiussore che ha pagato. “Rivalsa” è spesso usato in senso generale per indicare la richiesta di rimborso al contraente.
Una fideiussione scaduta può ancora essere escussa?
Dipende dalla clausola di durata, dalle condizioni di svincolo, dalle eventuali proroghe e dalle norme applicabili, compreso l’articolo 1957 quando pertinente. La sola data sul frontespizio non sempre è sufficiente.
Il mancato pagamento del premio impedisce sempre l’escussione?
No. Alcune discipline speciali stabiliscono espressamente che il mancato pagamento del premio o della commissione non sia opponibile al beneficiario. Negli altri casi occorre verificare la specifica normativa e il contratto.
Quando è necessario rivolgersi a un avvocato?
Quando la richiesta è contestata, il termine è breve, la somma è rilevante, vi sono profili di abuso o frode, è già in corso un contenzioso oppure occorre adottare iniziative giudiziarie urgenti.
